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venerdì 9 luglio 2010

Nuovo parroco a Verzino

Nuovo parroco a Verzino, don Tomas si è insediato al posto di don Franco.

Verzino - Nella secolare cornice della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, sabato 2 luglio 2010 alle ore 18,00, alla presenza dell’arcivescovo di Crotone, mons. Domenico Graziani, di ministranti e sacerdoti e delle autorità locali, è stato celebrato l’insediamento del nuovo parroco di Verzino, don Tomas Asù Obono. Nato nella Guinea equatoriale spagnola 34 anni fa, don Tomas è in Italia da dieci anni. Si è formato nelle città di Bologna e di Roma, prima di giungere a Crotone. Orfano di padre, ha una sorella che studia in Italia, all’università Bocconi di Milano. Il neoparroco viene a sostituire don Franco Lacaria, il cui mandato a Verzino è durato 11 anni e che a breve prenderà possesso della parrocchia di Corazzo. Grazie all'impegno messo in atto dai vari gruppi parrocchiali, la cerimonia si è svolta all’insegna della sobrietà e della commozione, dovuta alla cura e all’affetto sincero riversati sia nel saluto di commiato per don Franco, che nel saluto di benvenuto per don Tomas. Nella chiesa gremita di fedeli, hanno fatto eco due cori, quello di Verzino e quello della parrocchia di S. Luca di Poggio Pudano, dove don Tomas ha svolto il suo ministero prima di arrivare a Verzino. Coinvolgente e molto toccante è stato il discorso iniziale proferito da Giovanna Zumbo che, con la dolcezza che la contraddistingue, ha saputo interpretare il sentimento comune nel salutare l’ingresso di don Tomas. “Accogliamo pieni di fiducia e speranza don Tomas - ha detto - quale nostra nuova guida spirituale. Siamo grati a questo giovane ministro che il Signore chiama a servire un’altra porzione del suo popolo. Un giovane a noi già simpatico che è riuscito ad aprire i nostri cuori sin dal primo incontro, presentandosi come nostro vicino di casa, nostro amico e nostro fratello”. Giovanna ha continuato il suo discorso rivolgendo a don Franco un pensiero di sentito ringraziamento: “Gli undici anni del ministero di don Franco sono stati anni belli e fecondi da molti punti di vista. Egli ha sempre collaborato per il bene della parrocchia per la quale ha cercato di dare il meglio di sé e si è adoperato per farla crescere umanamente e cristianamente; da uomo di pace ha fatto sì che la comunità vivesse, nella linea della tradizione, un lungo periodo di tranquillità, grazie alla quale tutti gli operatori hanno potuto lavorare in perfetta sinergia, ottenendo i risultati desiderati. È bello constatare che il clima di cooperazione si è esteso alle altre parrocchie della nostra vicaria e con esse abbiamo condiviso momenti di preghiera, di formazione e tante esperienze costruttive”. Zumbo, infine, galvanizzando di commozione tutti i presenti, ha invitato don Tomas a raccogliere l’eredità lasciata da don Franco quale base su cui innestare la sua funzione evangelica, perché viri verso i nostri giovani che “delusi e scoraggiati dai negativi eventi epocali, faticano non poco ad intraprendere quel cammino di fede necessario per percepire che Dio non li ha abbandonati. Sarà tuo compito, don Tomas, armonizzare la comunità e ti sia di conforto sapere che pur essendoci i cosiddetti cristiani della soglia, sarai affiancato da un cospicuo gruppo di cristiani praticanti che, sempre bisognosi di vivere un rapporto personale con Cristo, continueranno ad essere disponibili ad ogni tipo di coinvolgimento che le varie pastorali proporranno”. Il pensiero di Giovanna ha incontrato la condivisione generale, manifestata con un lungo e sentito applauso. Dopo i saluti di rito, il sindaco Franco Parise ha reso evidente l’operato svolto da don Franco e nel contempo la necessità di avere in paese la presenza di un parroco giovane che si prenda cura dei giovani e ha sottolineato l’importanza del ruolo delle istituzioni, quali guida e servitori della comunità. “Lei e io, caro parroco - ha detto - siamo rappresentanti di istituzioni che hanno, ciascuno nel proprio ruolo, lo stesso scopo: essere guida al servizio della popolazione. È questo il nostro primo dovere. È il punto di incontro sui valori comuni, l’obiettivo in cui ci dobbiamo riconoscere. È con questa certezza che le rinnovo il più sentito benvenuto, mio, dell’Amministrazione comunale e dei cittadini, augurandole un proficuo lavoro e una serena permanenza a Verzino”. L’arcivescovo Domenico Graziani, nell’omelia di presentazione, ha espresso il suo affetto paterno per don Tomas, giovane sacerdote venuto da una terra lontana, una terra di povertà e rinunce dove si coltiva e si esporta caffè. Attraverso parole di lode e di apprezzamento, ha rimarcato la grande fiducia che ripone in un giovane di buona volontà che è stato chiamato a presiedere una parrocchia dell’interno della provincia di Crotone, in cui la natura contadina e il grande amore per la terra coincidono con la natura di provenienza di don Tomas. Un denominatore comune, la terra, che funge da collante iniziale fra il neoparroco e la sua parrocchia, per un lungo cammino di comunione nel Signore.
da il Crotonese

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